Verso il 97° Congresso SOI

 

Si aprirà tra pochi giorni a Roma, dal 29 novembre al 2 dicembre, il 97° Congresso Nazionale della Società Oftalmologica Italiana (SOI), un’importante occasione di aggiornamento in un settore in cui l’avanzamento tecnologico è sempre decisivo per l’efficacia e la tollerabilità delle cure. Ma al centro dell’attenzione sarà ancora una volta il problema degli scarsi fondi destinati all’oculistica dal Sistema sanitario nazionale.

Si è svolta martedì 21 nella prestigiosa cornice dell’hotel Four Seasons di Milano la conferenza stampa di presentazione del 97° Congresso Nazionale della Società Oftalmologica Italiana (SOI). Alla presenza di 115 giornalisti e addetti al settore, i vertici dell’organizzazione hanno presentato l’evento, alternandosi come oratori: Matteo Piovella – Presidente, Teresio Avitabile – Segretario Tesoriere, e i consiglieri Antonello Rapisarda e Pasquale Troiano.
Anche quest’anno sarà la città di Roma ad ospitare il congresso, in calendario da mercoledì 29 novembre a sabato 2 dicembre prossimi presso l’Hotel Waldorf Astoria Cavalieri – Via Cadlolo 101. Si prospettano quattro giorni ricchi di eventi e di opportunità di aggiornamento professionale per tutti gli oculisti italiani. Durante il convegno verrano infatti toccati tutti i più importanti temi dell’oftalmologia medica e chirurgica: glaucoma, cataratta, traumatologia, chirurgia refrattiva, oftalmologia pediatrica, strabismo, neuroftalmologia, retina chirurgica, contattologia e ipovisione. Grande spazio sarà dedicato come di consueto alle novità tecnologiche, specialmente in ambito chirurgico, che garantiscono ai pazienti risultati sempre migliori in termini di efficacia e tollerabilità.

Il Congresso sarà anche l’occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su una problematica in atto da alcuni anni nel nostro paese: il Sistema sanitario nazionale non destina all’oculistica risorse sufficienti a restare al passo con il progresso tecnologico. Ed è proprio il Presidente SOI, Matteo Piovella, a lanciare allarme: “La situazione è paradossale: nella chirurgia della cataratta, così come nella chirurgia refrattiva, noi italiani siamo opinion leader a livello mondiale e i nostri centri sono ritenuti di riferimento per tutte le ricerche cliniche in questo campo”, ha esordito Piovella. “Eppure questa competenza rimane quasi totalmente al di fuori del Sistema sanitario nazionale che, pur essendo responsabile tuttora del 95% delle prestazioni erogate ai cittadini, rischia la paralisi, perché la gestione non è competitiva rispetto agli strumenti di cui oggi disponiamo”.

Piovella ha poi focalizzato il suo discorso sui tagli ai finanziamenti sia per le gravi patologie che per i piccoli disturbi.
“Prendiamo per esempio il glaucoma, che, com’è noto, è un disturbo dovuto all’eccessiva pressione intraoculare: mentre finora uno degli interventi possibili consisteva nel ricostruire chirurgicamente il canale di scarico dell’umor acqueo, abbiamo oggi una serie di nuovi dispositivi – sostanzialmente dei bypass, dei piccoli tubicini, di plastica o metallo, impiantabili nell’occhio – che possono risolvere il disturbo più efficacemente e con più sicurezza”, ha continuato Piovella. “Ma per chi gestisce il Sistema sanitario nazionale, questo progresso non vale la spesa necessaria, e lo stesso si può dire per le maculopatie: da un paio di anni sono usciti sul mercato nuovi più efficaci e più duraturi, che però costano 5000 euro a fiala: il sistema pubblico non li passa nel nostro paese, a differenza di ciò che avviene per esempio in Germania”.
Sotto accusa è il principio secondo cui le prestazioni sanitarie erogate, in un sistema che diventa sempre meno sostenibile, devono essere costo-efficaci.
“Ma chi e in base a quali criteri decide che cosa è costo-efficace?”, si chiede Piovella.
“Sul ‘chi’ vorrei ribadire che per decidere bisognerebbe avere le necessarie conoscenze e competenze mediche sugli argomenti di cui si tratta, conoscenze e competenze che mancano sempre di più; sui criteri si potrebbe discutere a lungo, perché si tratta di criteri molto influenzabili dall’emotività dell’opinione pubblica, visto che per esempio viene destinato un fiume di denaro ad alcune terapie anche quando i benefici dei nuovi farmaci  restano limitati e per questo discutibili”, ha proseguito Piovella.
“Ormai è ora di prendere una posizione responsabile per tutelare tutta l’oftalmologia. Per motivi non clinici gli interventi e le terapie in oculistica sono rimborsati agli ospedali sottocosto. Cosa vuol dire? Semplice. Vuol dire impedire gli aggiornamenti ed i miglioramenti delle cure e terapie. Se una cura costa 3000 euro non posso pensare di pagarla 700. Perché con 700 euro non sono in grado di coprire le spese per fare la cura. Per questo, a beneficio dei pazienti SOI sta predisponendo un tariffario minimo sotto il quale a parere di SOI non sarà possibile garantire ai pazienti la miglior cura. Di conseguenza questa indicazione di SOI sarà utile ed impositiva anche per le assicurazioni che non possono pensare di continuare a rimborsare ai loro clienti importi insufficienti tarati sul sottocosto diffusi a livello ospedaliero,” ha concluso il Presidente.

SOI continuerà quindi a fare pressione in tutte le sedi opportune affinché le cure oculistiche più adeguate e più aggiornate tornino a essere appannaggio di tutti i cittadini italiani, garantendo rimborsi idonei per tutte le patologie oculistiche.

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