L’editoriale del Direttore (n.2 – 2018)

Cari Lettori,

questo numero di IROO giunge in corrispondenza della SOI di Primavera a Milano, che verrà seguita a ruota dal Congresso EGS a Firenze. Entrambe sono occasioni importanti per aggiornamento e scambio. Il numero degli eventi formativi è davvero notevole e non nascondo che frequentemente mi trovo a lamentarmene, forse non sempre con ragione. Lo sviluppo della società come la conosciamo oggi nei paesi cosiddetti sviluppati vive in un equilibrio sempre delicato fra domanda e offerta, di qualsiasi cosa, compresa la conoscenza e le abilità. Certamente anche nell’area dell’aggiornamento medico un eccesso di offerta può indurre una domanda superiore a quanto sarebbe effettivamente necessario per il mantenimento di ottimi livelli di assistenza sanitaria.

Certamente non sono qualificato per discutere di massimi sistemi, e inoltre sono inguaribilmente positivo. La rigogliosa molteplicità di iniziative, numericamente abbondanti, verrà autoregolata seguendo principi di utilità, evidenza scientifica e di qualità. Sono abbastanza vecchio per ricordare quando le occasioni di aggiornamento professionale erano poche, elitarie e spesso sostenute da autorità piuttosto che da evidenza. Siamo fortunati a poter vivere la professione che abbiamo scelto in un ambiente ricco di occasioni e forniti degli strumenti per distinguere quali sono le informazioni commerciali e quale sia l’evidenza scientifica.

In questo numero di IROO troverete argomenti disparati. Barabino et al espongono i risultati di un’indagine sul livello di consapevolezza, misurato in un gruppo di colleghi mediante un questionario, riguardo alle problematiche del cosiddetto occhio secco. Sacca et Al espongono in una revisione ben usufruibile i concetti della fisiopatologia del trabecolato che possono aiutarci a interpretare l’ipertono e la sua gestione. Capobianco et al espongono i risultati osservati a breve termine su di un gruppo di pazienti in terapia ipotonizzante topica con prostaglandina, fra i quali i casi con cattiva tolleranza a tale terapia sono stati passati a trattamento con timololo. Si tratta di tre argomenti disparati, ma di interesse clinico.

Carlo Enrico Traverso

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