La gestione della sindrome dell’occhio secco. Il punto di vista degli oculisti italiani

Giugno 2018

Scopo: valutare le metodiche utilizzate dagli oculisti italiani per diagnosticare e trattare la sindrome dell’occhio secco, e per conoscere gli strumenti utilizzati per registrare sintomi e qualità della vita dei pazienti affetti.

Metodi: agli oculisti presenti al congresso della Società Oftalmologica Italiana nel 2016 è stato sottoposto un questionario riguardante la gestione della sindrome dell’occhio secco ed in particolare i fattori di rischio, i sintomi, la qualità della vita dei loro pazienti, le procedure diagnostiche utilizzate, la gestione terapeutica. Il questionario consisteva in un elenco di domande a risposta multipla.

Risultati: al questionario hanno risposto un totale di 191 oculisti. Gli oculisti italiani hanno dato grande importanza alla sindrome dell’occhio secco come mancanza di lacrime legato a malattie sistemiche e ad alterazioni del film lacrimale conseguenza dell’utilizzo di lenti a contatto. Il sintomo più frequentemente legato alla malattia è la sensazione di corpo estraneo. I sintomi in generale influiscono in maniera negativa sulla qualità della vita. Test di Schirmer e break-up time sono risultati i test diagnostici più usati. Dall’indagine è emersa la mancanza di un protocollo standard di terapia.

Conclusioni: lo studio effettuato ci ha fornito numerose informazioni sulla gestione della sindrome dell’occhio secco da parte degli oculisti italiani. In letteratura vi è solo uno studio che considerava i sintomi più frequentemente riferiti dai pazienti. In questo caso abbiamo invece valutato anche diagnosi e terapia della malattia, constatando una mancanza di standard probabilmente dovuti anche alle diverse forme cliniche oggi raggruppate nel termine “sindrome dell’occhio secco”.

pdf-icon PDF: 18_02_01-Dry-Eye-Management-The-Point-Of-View-Of-Italian-Ophthalmologists

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