Complicanze da mitomicina C 0,04% collirio in seguito a escissione di neoplasia squamosa della superficie oculare

Settembre 2016

Obiettivo: dimostrare i potenziali effetti collaterali topici della mitomicina C (MMC) allo 0,04% quando utilizzata per prevenire una recidiva della neoplasia squamosa della superficie oculare.

Metodi: un agricoltore, già operato 3 mesi prima, è stato indirizzato da un altro ospedale al nostro centro specializzato in malattie della cornea per pterigio ricorrente, il cui aspetto clinico alla lampada a fessura è riportato in figura 1. Il giorno seguente è stato sottoposto a intervento chirurgico mediante tecnica “no touch”. Una volta rimossa la lesione en bloc, il campione viene marcato con materiale di sutura per indicarne il corretto orientamento ed essere poi trasferito su un pezzo di cartone marcato a matita. Il campione viene successivamente inviato al reparto di patologia fissato in formalina. Per coprire la sclera nuda si utilizzano due strati di membrana amniotica umana: il primo con l’epitelio rivolto verso il basso e il secondo con l’epitelio rivolto verso l’alto. Il risultato dell’esame istopatologico è stato CIN di grado III. Di conseguenza, sono stati programmati tre cicli di MMC allo 0,04% quattro volte al giorno per tre settimane, intervallate da un periodo di tre settimane.

Risultati: all’inizio del secondo ciclo programmato di MMC allo 0,04%, abbiamo improvvisamente osservato una melting congiuntivo-sclerale (Fig. 2) e abbiamo quindi immediatamente sospeso la MMC e abbiamo applicato, per due volte, due strati (primo strato con l’epitelio verso il basso e secondo strato con l’epitelio verso l’alto) di membrana amniotica umana (AMT) fissata con colla di fibrina. Abbiamo ottenuto un miglioramento, in quanto la melting sclerale si è interrotta già dopo la prima applicazione di AMT e, in seguito, la congiuntiva combinata con la membrana amniotica ha coperto efficacemente l’area assottigliata (Fig. 3). Trascorso 1 anno non sono state rilevate né recidive né colorazione con fluoresceina della cornea alla lampada a fessura ed è stato osservato uno spessore stabile della sclera all’OCT.

Conclusioni: Il paziente presentava una delle complicanze più rare e peggiori possibili associate alla MMC, ossia un grave assottigliamento della sclera, ma fortunatamente, grazie all’interruzione della chemioterapia e al trapianto di due membrane amniotiche, siamo riusciti ad arrestare l’assottigliamento e a stabilizzare la superficie oculare, che a distanza di 1 anno si presentava nella norma, senza recidiva né infiammazione. In conclusione, a nostro parere, per evitare complicanze, la mitomicina C o l’interferone dovrebbero essere utilizzati solo in presenza di residui o recidive tumorali.

pdf-icon PDF: 16_03_03_Complicanze-da-mitomicina-C-0.04-collirio-in-seguito-a-escissione-di-neoplasia-squamosa-della-superficie-oculare

Share Button